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| Quella sera a Milano
Io c'ero, a Milano, quel giorno del 1969 in cui il gruppo del Canzoniere di
Rimini (chi se lo ricorda? Credo nessuno. Ma non conta: di canzonieri così ce n'era uno in ogni città, uno in ogni quartiere) - il giorno, dicevo, in cui i compagni del Canzoniere di Rimini ci fecero rabbrividire cantando con furore lirico "Avola due dicembre 1968", l'elegia per i contadini siciliani ammazzati pochi mesi prima dalla polizia ad Avola, ripubblicata in questo primo disco. "Due dicembre, giorno bianco, per la gente che è in ufficio, e che si vede passare solite carte e fatture", cominciavano, sottovoce; e poi, salendo fino a gridare, "due dicembre, giorno nero, da finire al cimitero". Ecco, quando ci raccontano che il '68 fu violenza e nient'altro, proviamo a ricordare la violenza che grazie al '68 è sparita (almeno per ora) dalle nostre vite, la violenza per cui scioperare significava davvero, per un operaio o un bracciante, rischiare la vita: per cui un ragazzo come Soriano Ceccanti che manifestava davanti a un night alla moda poteva trovarsi paralizzato a vita da una pallottola della polizia (qui lo racconta Pino Masi, "Quella notte davanti alla Bussola"). Queste canzoni ci restituiscono il senso di quanto fossero esplicitamente duri fino a pochissimi anni fa i rapporti di classe, ci fanno risentire il dichiarato disprezzo dei signori verso gli operai ("che roba, contessa, anche l'operaio vuole il figlio dottore - e pensi che ambiente che può venire fuori...", canta Paolo Pietrangeli) - e verso i "capelloni contestatori". Bisogna tenere presente questa violenza, questa durezza, quando, in tempi più ovattati, sentiamo Alfredo Bandelli inneggiare "la violenza, la violenza, la rivolta - chi ha esitato questa volta, lotterà con noi domani". Si capisce: "vent'anni di rabbia fan parlare così", canta qui Paolo Pietrangeli. Sento adesso in queste canzoni cose a cui non facevo caso allora. "Oggi ho visto nel corteo tante facce sorridenti - le compagne, quindici anni..." (è ancora Bandelli): è un'immagine indimenticabile di un modo possibile di essere adolescenti, sentendosi parte impaziente di un'immensa speranza di rinnovamento del mondo intero - e insieme, affiancati e sostenuti da tutta la memoria, da tutta l'esperienza usabile del tempo precedente. E adesso sento di più il tono doloroso di certe canzoni di lotta: "a casa senza voce e con le mani sporche dei sassi raccolti sui binari", canta Gualtiero Bertelli, raccontando la scoperta nella lotta di una forza e una voce sconosciuta ma anche la fatica di questa lotta che dura da tanto tempo e non se ne vede la fine. Nonostante i proclami rivoluzionari, il tono non è truce. La "Ballata della Fiat" o "La caccia alle streghe" di Alfredo Baldelli dicono cose terribili ma sono piene di allegria, il girotondo di chi si scuote dalla mente una cappa oppressiva; "Sciopero interno" di Fausto Amodei ("abbiamo trovato un metodo d'azione per romper meglio le scatole al padrone": allora, gli imprenditori si chiamavano così) è un'umoristica lezione di tattica operaia; "E' mezzanotte" di Alfredo Bandelli racconta come una specie di comico gioco a nascondino gli appostamenti notturni della polizia e dei compagni che fanno le scritte sui muri - salvo all'ultima strofa ricordarci che ai poliziotti capita spesso di scivolare con la pistola carica in pugno e casualmente ammazzare chi capita a tiro. |
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Alfredo Bandelli è stato un grande artista, popolare e militante. Ci siamo conosciuti nella sua Pisa ed entrò subito nella società degli artisti comunisti una piccola associazione nazionale che io dirigevo. Passavamo le ore a parlare di canzoni e del bisogno di creare eventi che sappiano far riscoprire tra i più giovani la canzone operaia. Io lo ascoltavo con il rispetto che si deve ad un poeta operaio. C'era tanto da imparare. Parlando con molti amici e compagni mi sono convinto della giustezza di pubblicare questo documento musicale. Con il cuore pieno di gioia e con il comunismo che ancora abbiamo dentro. Enrico Capuano PARTONO GLI EMIGRANTI di Alfredo Bandelli Non piangere ohi bella se devo partire Se devo restare lontano da te Non piangere ohi bella non piangere mai, Che presto vedrai ritorno da te. Addio alla mia terra addio alla mia casa Addio a tutto quello che lascio quaggiù O tornerò presto o non tornerò mai Soltanto i ricordi io porto con me. Partono gli emigranti partono per l'Europa Sotto lo sguardo della polizia Partono gli emigranti partono per l'Europa I deportati della borghesia. Ohi bella lontana non so quanto tempo Avrò da aspettare finchè tornerò Le notti son lunghe e non passano mai E non posso mai averti con me. Soltanto fatica e violenza e razzismo Ma questa miseria coscienza ci dà Consumo le mani e mi cresce la voglia La voglia di avere il mondo per mè. (2x) Partono gli emigranti partono per l'Europa Sotto lo sguardo della polizia Partono gli emigranti partono per l'Europa I deportati della borghesia. Il pisano Alfredo Bandelli, infine, si impegna con un'altra composizione "da corteo" intitolata Violenza, a concretizzare il sogno di vedere uniti il movimento studentesco e quello operaio. Ma i versi: "Sempre uniti vinceremo / viva la rivoluzione!", verranno disintegrati dalla cruda realtà degli anni Settanta. Quella delle bombe. |
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| DISCOGRAFIA GENERALE
DI ALBERTO CESA & CANTOVIVO
ULTIMA PUBBLICAZIONE FOGLI VOLANTI - in edicola con La Stampa dal 21 Ottobre 1999 I DISCHI CANTOVIVO 1 - CANTI ANTIFASCISTI SPAGNOLI - 1975 / collaborazione italo-spagnola 2 - MUSICA CONTRO - 1977 / antologia del canto sociale tradizionale italiano 3 - LEVA LA GAMBA - 1979 / dal Piemonte all'Europa popolare GRAND PRIX INTERNATIONAL DU DISQUE a Montreux 4 - LA LUNA E 'L SUL - 1983 / gli antichi suoni del Piemonte popolare - ALBUM DOPPIO 5 - MITA' LA STRADA - 1985 / antiche ballate dell'arco alpino nord occidentale 6 - LA PERLA E L'OSTRICA - 1987 / dalla ballata di Dario Fo ad altre storie antiche e nuove 7 - BARBAGAL E ALTRE - 1989 / il mondo popolare secondo Cantovivo 8 - ANTOLOGIA - 1991 / a cura dell'etichetta elvetica BRAMBUS RECORDS 9 - CONTRO-CANTO POPOLARE - 1996 / prodotto con il quotidiano "Il Manifesto" 10 - COLLAGE - 1997 / in edicola con la rivista "Avvenimenti" 11 - FOLKANNIVERSARIO - 1999 / CD antologico doppio per festeggiare il venticinquennale 12 - CANZONI ITALIANE / vol.45 - Fabbri Editori - 1992 è ha disposizione il c.d. le belle bandiere 13 - LE BELLE BANDIERE - compilation dei gruppi italiani dell' "altra musica" (chiude la compilation, prima di un omaggio postumo ad Alfredo Bandelli, dopo: Gang, Daniele Sepe, Enrico Capuano, Paolo Pietrangeli, Pueblo Unido, Statuto, Contromano, Devi, E.Zezi). |
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![]() ![]() Dal quotidiano "il Manifesto" |